Bruxelles (eu24news.eu) – La lotta alla povertà torna al centro dell’agenda sociale europea: il 21 e 22 ottobre 2026, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) si riunirà a Bruxelles per la sua 609ª sessione plenaria con un’agenda che comprende temi legati alla povertà intergenerazionale e al ruolo della società civile nella difesa dei diritti e nella promozione dell’inclusione. Il 22 ottobre è inoltre prevista una conferenza di alto livello dedicata all’eliminazione della povertà. L’appuntamento si inserisce in una fase importante per le politiche sociali dell’Unione europea. Il 6 maggio scorso la Commissione europea ha presentato la prima Strategia dell’UE contro la povertà, delineando un percorso che punta a ridurre di almeno 15 milioni, entro il 2030, il numero delle persone a rischio di povertà o esclusione sociale, in linea con gli obiettivi europei, e a perseguire l’eliminazione della povertà entro il 2050.
I numeri restituiscono la dimensione della sfida: secondo la Commissione, circa una persona su cinque nell’Unione europea è a rischio di povertà, una condizione che riguarda un bambino su quattro. A questo si aggiunge il fenomeno della povertà lavorativa, che colpisce anche persone formalmente occupate ma prive di risorse sufficienti per garantire condizioni di vita dignitose. Il costo degli alloggi, le difficoltà di accesso ai servizi essenziali, la povertà energetica e l’esclusione sociale rappresentano altrettanti fattori che possono aggravare le disuguaglianze. La strategia europea punta a un approccio integrato, fondato sulla qualità dell’occupazione, sul sostegno al reddito, sull’accesso ai servizi e su una maggiore cooperazione tra istituzioni, parti sociali e organizzazioni della società civile. L’obiettivo è intervenire non soltanto sulle conseguenze della povertà, ma anche sulle cause che ne determinano la persistenza, evitando che le condizioni di svantaggio si trasmettano da una generazione all’altra. In questo quadro, il CESE rivendica un ruolo di raccordo tra le istituzioni europee e la società civile organizzata.
Nel parere dedicato alla Strategia UE contro la povertà, adottato nel luglio 2025, il Comitato ha chiesto obiettivi ambiziosi e misurabili, una maggiore protezione sociale, standard adeguati per il reddito e misure efficaci contro la povertà lavorativa. Tra le priorità indicate figurano anche l’accesso universale a servizi essenziali di qualità e il coinvolgimento attivo delle organizzazioni sociali nella definizione e nell’attuazione delle politiche. La sessione di ottobre affronterà inoltre il tema della povertà intergenerazionale, con un parere dedicato alla strategia europea e uno relativo al contributo della società civile agli Obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare al contrasto della povertà. Il tema è centrale perché le disuguaglianze economiche e sociali possono incidere sulle opportunità educative, sull’accesso al lavoro e sulle prospettive di autonomia delle generazioni più giovani. La sfida che attende l’Europa è trasformare gli obiettivi politici in risultati concreti e verificabili. La riduzione della povertà richiede infatti risorse adeguate, politiche coordinate e un impegno condiviso tra livello europeo, governi nazionali e territori. La plenaria rappresenterà un’occasione per rilanciare il confronto su come rendere più efficaci gli strumenti di inclusione e garantire che la crescita economica si traduca anche in migliori condizioni di vita per le persone più vulnerabili. I lavori della 609ª sessione plenaria potranno essere seguiti attraverso il servizio di web streaming del CESE, che pubblicherà le informazioni e i collegamenti relativi alle dirette.
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