Negli ultimi anni l’Unione Europea ha fatto passi concreti: la prima legge europea contro la violenza di genere, approvata nel maggio 2024, e l’adesione alla Convenzione di Istanbul nel 2023 hanno dato strumenti legali chiari per proteggere le vittime e punire gli abusi. All’inizio dell’anno, la Commissione ha confermato la tabella di marcia per i diritti delle donne e nei prossimi mesi sarà presentata una nuova strategia europea per la parità di genere, con l’eliminazione della violenza al centro delle politiche comunitarie.
Ma i numeri restano inquietanti. La violenza non è solo fisica, non è solo domestica: passa anche attraverso lo schermo, il digitale, il lavoro. Ogni donna ha il diritto a un sostegno concreto. Il numero verde unico dell’UE, 116 016, offre aiuto immediato e riservato a chi subisce violenza, una rete reale che deve crescere e funzionare in ogni Paese. Rompere il silenzio, intervenire subito, proteggere chi subisce: questa è la sfida.
Perchè la violenza contro le donne non è un problema privato, è una ferita sociale che riguarda tutti. Oggi, l’Europa lo ricorda con numeri, leggi e strumenti concreti, ma soprattutto con un messaggio chiaro: la violenza deve cessare. Ogni donna deve poter vivere senza paura, libera e sicura.
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