Il 10 luglio l’Eurocamera si esprimerà su una mozione di censura che coinvolge la presidente della Commissione Europea, tra accuse di opacità, gestione emergenziale e presunte ingerenze elettorali.
Bruxelles (eu24news) – Il Parlamento Europeo si prepara a un voto di sfiducia senza precedenti contro Ursula von der Leyen, presidente della Commissione UE, previsto per giovedì 10 luglio. Al centro della mozione, presentata dall’eurodeputato Gheorghe Piperea (ECR), ci sono tre accuse principali: il cosiddetto Pfizergate, l’uso controverso del Digital Services Act (DSA) e l’approvazione accelerata del piano di riarmo europeo (RearmEU).
Il Pfizergate fa riferimento a una trattativa riservata tra von der Leyen e il CEO di Pfizer, Albert Bourla, avvenuta tramite messaggi privati durante la pandemia. Questi scambi, mai resi pubblici, hanno sollevato dubbi sulla trasparenza e sulla legittimità del processo decisionale. A ciò si aggiungono le critiche per l’uso del DSA, che secondo i firmatari della mozione sarebbe stato impiegato per influenzare elezioni nazionali, e per l’adozione del regolamento SAFE sul riarmo, approvato bypassando il Parlamento grazie all’articolo 122 del TFUE.
La mozione ha raccolto 77 firme, ma per essere approvata servirà una maggioranza qualificata dei due terzi, un traguardo che appare improbabile. Nessun grande gruppo parlamentare ha finora espresso sostegno ufficiale, e i Socialisti (S&D) hanno già dichiarato che non voteranno con l’estrema destra, promotrice dell’iniziativa.
Nonostante le scarse probabilità di successo, il voto rappresenta un momento politico cruciale. È la prima volta che von der Leyen viene formalmente messa sotto accusa dal Parlamento, e il dibattito sulla trasparenza e sulla governance europea è destinato a restare centrale nella nuova legislatura. Anche se la presidente dovesse superare la sfiducia, l’ombra del Pfizergate rischia di accompagnarla nel cammino verso un eventuale secondo mandato.
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