Bruxelles (eu24news.eu) – La Commissione europea ha adottato la prima Strategia globale dell’Unione europea in materia di visti, trasformando uno strumento finora tecnico in una leva di sicurezza, politica estera e competitività economica. La scelta arriva in un contesto di instabilità geopolitica e crescente competizione sui flussi di persone qualificate e punta a rafforzare l’Area Schengen, rendendola al tempo stesso più protetta e più attrattiva.
Il fulcro della strategia è la digitalizzazione completa del sistema dei visti. I visti cartacei saranno progressivamente sostituiti da visti digitali, richiedibili interamente online. Il nuovo assetto entrerà a regime entro il 2028, con la piena interoperabilità dei sistemi informativi europei sulla gestione delle frontiere. L’architettura si fonda su tre strumenti chiave. L’Ees – Entry/Exit System è in fase di avvio operativo e consente la registrazione automatica degli ingressi e delle uscite dei cittadini di Paesi terzi, con il calcolo dei giorni di permanenza; la piena applicazione nell’Area Schengen è prevista nel corso del 2026. L’Etias – European Travel Information and Authorisation System, atteso dal quarto trimestre 2026, introdurrà un’autorizzazione preventiva anche per i viaggiatori oggi esenti da visto, come cittadini statunitensi o britannici. Il Vis – Visa Information System sarà esteso ai visti di lungo periodo e ai permessi di soggiorno, per contrastare il visa shopping.
Accanto al rafforzamento dei controlli, la strategia mira a rendere l’Ue più competitiva nell’attrazione dei talenti globali. Bruxelles propone procedure semplificate per professionisti altamente qualificati, in particolare nei settori Stem, introducendo visti a ingressi multipli di lunga durata e corsie preferenziali per i dipendenti di aziende verificate, incluse startup e scaleup innovative. In questo quadro si inserisce la creazione degli European Legal Gateway Offices, uffici dedicati all’assistenza nelle procedure di visto, con un progetto pilota già attivo in India nel settore tecnologico. La strategia consolida inoltre il visto come strumento di politica estera, rafforzando la possibilità per l’Ue di intervenire nei confronti dei Paesi che non cooperano sui rimpatri o che pongono rischi per la sicurezza europea, attraverso misure mirate anche verso specifiche categorie, come funzionari o rappresentanti istituzionali. Restano previste garanzie di accesso per giornalisti indipendenti, difensori dei diritti umani e dissidenti. Per assicurare un’applicazione uniforme, la Commissione valuta infine un rafforzamento del coordinamento operativo a livello Ue, anche tramite strutture di supporto tecnico collegate a Frontex.
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