Il Parlamento europeo si prepara a votare nel mese di novembre una proposta legislativa chiave per rafforzare la sostenibilità aziendale e semplificare le regole sulla due diligence, con l’obiettivo di rendere più efficiente e trasparente il monitoraggio delle catene di approvvigionamento e l’impatto ambientale e sociale delle imprese.
La proposta, che rientra nel quadro della direttiva sulla due diligence aziendale in materia di sostenibilità, mira a garantire che le imprese operanti nel mercato europeo rispettino gli standard ambientali e i diritti umani lungo tutta la filiera produttiva. Dopo mesi di negoziati, il testo è stato semplificato per favorire una più ampia applicazione e una maggiore chiarezza normativa, soprattutto per le PMI. Secondo quanto anticipato dall’Ufficio stampa del Parlamento europeo, il voto in plenaria è previsto per novembre 2025. I deputati valuteranno una versione rivista della direttiva, che introduce obblighi più snelli per le imprese e chiarisce le responsabilità in caso di violazioni. Tra le novità principali:
Obblighi di due diligence semplificati per le aziende con oltre 250 dipendenti o un fatturato superiore a 40 milioni di euro.
Maggiore trasparenza nella comunicazione degli impatti ambientali e sociali.
Sanzioni armonizzate a livello europeo per le imprese non conformi.
Supporto tecnico e formativo per le PMI nell’implementazione delle nuove regole.
La relatrice del dossier, l’eurodeputata Lara Wolters (S&D, Paesi Bassi), ha sottolineato l’importanza di un quadro normativo chiaro e applicabile: “Questa direttiva è una pietra miliare per rendere le imprese europee più responsabili e sostenibili. La semplificazione delle regole è fondamentale per garantire un’applicazione efficace e inclusiva.”
Il dibattito parlamentare si inserisce in un contesto globale di crescente attenzione verso la responsabilità sociale d’impresa e la transizione ecologica. La Commissione europea ha ribadito il proprio impegno a sostenere gli Stati membri nell’attuazione della direttiva, una volta approvata. Se il Parlamento darà il via libera, il testo passerà al Consiglio per l’adozione definitiva, con l’obiettivo di entrare in vigore entro il 2026. Le imprese avranno poi un periodo transitorio per adeguarsi alle nuove disposizioni. Questa iniziativa rappresenta un passo decisivo verso un’economia europea più equa, sostenibile e rispettosa dei diritti fondamentali.
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