Bruxelles (eu24news.eu) – L’Unione europea compie un ulteriore passo nella riforma della propria politica migratoria. Parlamento europeo e Consiglio dell’UE hanno, infatti, raggiunto un accordo politico provvisorio sul nuovo regolamento rimpatri, uno dei provvedimenti destinati a completare il quadro del Patto europeo su migrazione e asilo che entrerà in applicazione nei prossimi mesi. L’intesa punta a rendere più efficaci e uniformi in tutta l’Unione le procedure di allontanamento dei cittadini di Paesi terzi che non possiedono un titolo valido per soggiornare nel territorio europeo. Secondo la Commissione europea, una delle principali criticità dell’attuale sistema riguarda infatti la difficoltà nell’eseguire concretamente molte delle decisioni di rimpatrio adottate dagli Stati membri.

Tra le principali novità figura l’introduzione dell’European Return Order (ERO), un ordine europeo di rimpatrio destinato a facilitare il riconoscimento reciproco delle decisioni adottate dalle autorità nazionali e a rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri. Il testo concordato prevede obblighi più stringenti di collaborazione per le persone destinatarie di un provvedimento di rimpatrio e introduce nuovi strumenti per contrastare il rischio di fuga e accelerare le procedure di allontanamento.

Particolare attenzione politica e mediatica sta suscitando la previsione dei cosiddetti hub di rimpatrio nei Paesi terzi. La nuova normativa consentirebbe agli Stati membri di concludere accordi con Paesi extraeuropei per l’istituzione di strutture destinate ad accogliere persone prive del diritto di soggiorno nell’UE in vista del loro rimpatrio definitivo. Secondo il testo negoziato, tali accordi potranno essere conclusi soltanto con Stati che rispettino gli standard internazionali in materia di diritti umani e il principio di non respingimento. I minori non accompagnati sono esclusi da queste procedure.

La Commissione europea e diversi governi nazionali considerano il nuovo regolamento uno strumento necessario per rafforzare la credibilità della politica migratoria europea e garantire un’applicazione più efficace delle decisioni di rimpatrio. Al contrario, organizzazioni umanitarie e associazioni per la tutela dei diritti fondamentali hanno espresso forti preoccupazioni, sostenendo che alcune disposizioni potrebbero determinare un ampliamento della detenzione amministrativa e aumentare il rischio di violazioni dei diritti delle persone migranti. L’accordo raggiunto rappresenta comunque un passaggio decisivo nel percorso legislativo. Prima dell’entrata in vigore, il testo dovrà essere formalmente approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’UE, completando così l’iter previsto dalle procedure legislative europee.

Con il nuovo regolamento sui rimpatri, Bruxelles punta a rafforzare uno degli aspetti più controversi della gestione dei flussi migratori: l’effettiva esecuzione delle decisioni di allontanamento, tema che continua a dividere istituzioni, governi e società civile all’interno dell’Unione.


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