La Cina domina il mercato delle terre rare, mettendo in difficoltà l’industria europea. Serve una strategia per ridurre la dipendenza e garantire la sicurezza economica.
Roma (eu24news) – La Cina detiene il 70% della produzione mineraria globale e il 90% della raffinazione delle terre rare, elementi fondamentali per la produzione di auto elettriche, pannelli solari, pale eoliche e apparecchiature militari. Con il nuovo sistema di licenze per l’esportazione, Pechino ha messo in ginocchio l’industria automobilistica globale, causando interruzioni nella produzione di grandi marchi come Ford e Suzuki.
L’Unione Europea ha puntato sull’elettrificazione senza costruire una propria filiera di approvvigionamento, ritrovandosi ora prigioniera della dipendenza cinese. Durante l’ultimo incontro tra il ministro del Commercio cinese e il commissario europeo, Pechino ha concesso solo aperture verbali, senza reali garanzie per l’Europa.
Per evitare di essere ostaggio delle politiche cinesi, l’Europa deve investire nella produzione interna di terre rare, diversificare le fonti di approvvigionamento e creare una filiera indipendente. Senza un piano concreto, il rischio è quello di compromettere la transizione energetica e la competitività industriale.
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