Parigi (eu24news.eu) – La Francia compie un passo deciso verso una regololamentazione più stringente dell’accesso dei minori ai social media. L’Assemblea nazionale ha approvato un disegno di legge che introduce il divieto di utilizzo dei social network per i minori di 15 anni. Il testo dovrà ora essere esaminato dal Senato prima dell’eventuale entrata in vigore. La normativa prevede che l’accesso alle piattaforme di social networking sia vietato ai ragazzi che non abbiano raggiunto l’età stabilita. La formulazione approvata non elenca in modo puntuale le piattaforme coinvolte, ma chiarisce alcune esenzioni: restano esclusi dal divieto le enciclopedie online, gli annuari educativi o scientifici e i servizi di messaggistica privata, che non rientrano nella definizione di social network.

Il testo finale risulta più restrittivo rispetto alla versione iniziale del disegno di legge, che prevedeva la possibilità di accesso per i minori con il consenso dei genitori. Questa opzione è stata eliminata nel corso dell’esame parlamentare. Il provvedimento è stato sostenuto in modo compatto dalla maggioranza presidenziale. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha commentato l’approvazione con un messaggio pubblicato su X, sottolineando che la misura risponde alle raccomandazioni scientifiche e a una richiesta diffusa nell’opinione pubblica. Macron ha annunciato l’intenzione di rendere operativo il divieto a partire dal prossimo anno scolastico, fissando come obiettivo il mese di settembre.

“Le menti dei nostri figli non sono in vendita”, ha dichiarato il capo dell’Eliseo rivendicando una linea di tutela nei confronti delle grandi piattaforme digitali internazionali. L’obiettivo del Governo francese è quello di evitare che la crescita dei più giovani sia condizionata dagli algoritmi, strumenti che regolano la visibilità dei contenuti online e che incidono in modo diretto sui comportamenti e sul benessere psicologico degli utenti. Secondo Macron la Francia intende confermare il proprio ruolo di Paese apripista nella regolamentazione delle piattaforme digitali, avviato già nel 2018, diventando il primo Stato membro dell’Unione europea a introdurre un limite così rigido sull’età di accesso ai social network.

Se approvata definitivamente la legge francese si collocherebbe tra le più severe a livello internazionale. In Australia è già in vigore un divieto per i minori di 16 anni su molte piattaforme social; nel Regno Unito la Camera dei Lord ha recentemente votato una misura analoga, ancora all’esame della Camera dei Comuni. In Danimarca Governo e opposizione hanno concordato l’introduzione di un’età minima nazionale di 15 anni, mentre in Germania il tema è al centro di un dibattito politico e istituzionale ancora aperto. Il caso francese si inserisce in un confronto europeo più ampio, e ancora aperto, sul rapporto tra minori, piattaforme digitali e tutela della salute mentale dei più giovani.


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