Roma (eu24news.eu) – Una generazione “onlife”, sospesa tra presenza e schermo, trova nell’Intelligenza Artificiale un luogo di ascolto e rifugio emotivo. È l’immagine che emerge dalla XVI edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio di Save the Children, che fotografa come gli adolescenti italiani cerchino nel digitale non solo risposte veloci, ma soprattutto uno spazio che non giudica e tratta bene.

Oltre il 92% dei ragazzi utilizza strumenti di IA; quasi il 42% li interroga per scelte importanti, mentre il 41,8% chiede supporto nei momenti di tristezza, solitudine o ansia. Più della metà (63,5%) ritiene più soddisfacente confrontarsi con una macchina che con una persona reale, e quasi uno su due condivide dettagli della propria vita. Il confine tra online e offline si assottiglia. Il 38% guarda spesso il telefono anche in presenza di familiari e amici, un adolescente su otto mostra segnali di iperconnessione, e il 47,1% è stato vittima di cyberbullismo, dato in forte aumento rispetto al 2018. Il 30% ammette di aver fatto ghosting, mentre più di un terzo dei 15-19enni frequenta siti pornografici.

Sul fronte offline, il quadro non è meno preoccupante: il 46,2% non legge libri che non siano scolastici, un giovane su due non ha visitato musei o mostre nel 2024, e il 18,1% non pratica attività fisica. Le opportunità di viaggio e scoperta restano limitate: meno della metà dei giovani tra 15 e 24 anni ha fatto una vacanza di almeno una notte, contro percentuali molto più alte in altri Paesi europei. Nelle relazioni prevale, comunque, un ancoraggio positivo: oltre l’80% si dichiara soddisfatto del rapporto con gli amici, e il 78% di quello con i genitori, pur con un 31% che segnala criticità importanti.

La fragilità psicologica emerge con chiarezza: solo il 49,6% degli adolescenti mostra un buon livello di benessere psicologico. La distanza di genere è netta: il 66% dei ragazzi si dice soddisfatto di sé, contro appena il 34% delle ragazze, che registrano anche un uso più alto di psicofarmaci senza prescrizione. “Le disuguaglianze economiche, educative e sociali pesano proprio in questa fase cruciale della crescita”, osserva Raffaella Milano, direttrice del Polo Ricerche di Save the Children. Una generazione colpita dagli effetti duraturi della pandemia cerca ora nuovi spazi di protagonismo, mentre resta esposta a rischi di isolamento e povertà educativa.


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