Gaza (eu24news.eu) — Dopo due anni di conflitto, Israele ha iniziato, oggi, il ritiro delle truppe oltre la linea gialla, cioè fino a 5 km dal confine, ritirandosi da Gaza City e da altre città, esclusa Rafah. Questo rientra nella prima fase del storico accordo, presentato dal Presidente americano Donald Trump, e sottoscritto da Hamas e Israele, con il supporto e la mediazione di Egitto, Qatar e Turchia.
Un accordo che ha, finalmente, messo fine al conflitto, iniziato il 7 ottobre 2023, e che ha causato oltre 67.000 morti tra i palestinesi e quasi 2.000 morti tra gli israeliani. La guerra ha avuto un impatto devastante sulla popolazione civile, con 169.000 feriti e circa 100.000 sfollati, oltre a abitazioni, ospedali e scuole distrutte. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, quasi il 70% degli edifici nella Striscia di Gaza è stato gravemente danneggiato. Il conflitto più lungo e sanguinoso della storia recente del Medio Oriente si considera, dunque, finalmente terminato.
In queste ore il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, incontrerà gli inviati statunitensi per discutere della seconda fase del piano per Gaza. La fase 2, denominata “il giorno dopo”, prevede il disarmo di Hamas, la smilitarizzazione della Striscia di Gaza e la creazione di una task force interaraba. All’incontr o parteciperanno gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner, presenti anche ieri alla riunione speciale del governo. Sempre oggi verranno anche forniti dettagli sull’arrivo di 200 soldati americani, che saranno di stanza in Israele per supervisionare l’attuazione dell’accordo.
In campo anche il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) che ha dichiarato di essere pronto a sostenere l’attuazione del cessate il fuoco tra Israele e Hamas, auspicando che questo momento possa segnare una svolta dopo due anni di conflitto. La presidente, Mirjana Spoljaric, ha sottolineato che le squadre del CICR in Israele, Gaza e Cisgiordania contribuiranno al rilascio degli ostaggi e dei detenuti, e alla restituzione delle salme alle famiglie. L’accordo prevede, infatti, il rilascio, tra lunedì e martedì, dei 20 ostaggi israeliani e la liberazione di quasi 2.000 prigionieri palestinesi.
Intanto secondo i media di Gaza, alcuni residenti stanno tornando nelle proprie case nelle zone da cui si sono ritirate le forze di difesa israeliane, in particolare a est di Khan Younis. Non è ancora possibile il rientro per chi si trova, invece, nella parte sud di Gaza dove le forze israeliane impediscono gli spostamenti.
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