New York (eu24news.eu) – La Francia compie un passo senza precedenti: il presidente Emmanuel Macron ha annunciato, davanti all’Assemblea generale dell’Onu, il riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina. Un intervento accolto da un lungo applauso e destinato a cambiare gli equilibri diplomatici. La decisione, sostenuta anche da Gran Bretagna, Canada e Australia, ha scatenato tensioni con Stati Uniti e Israele, sempre più isolati al Palazzo di Vetro.
A New York era presente anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha ribadito la posizione italiana: sostegno alla soluzione a due Stati, ma senza un riconoscimento immediato. Durante il suo discorso, Macron ha sottolineato che il riconoscimento è il modo per affermare il diritto del popolo palestinese a esistere: “È tempo di fermare la guerra, il massacro, e arrivare finalmente alla pace” ha affermato il Presidente francese che ha aggiunto “Nulla giustifica la guerra in corso a Gaza, al contrario, tutto ci obbliga a porvi fine definitivamente per salvare vite umane”.
Macrona ha ribadito che la Francia non abbandonerà mai la lotta contro l’antisemitismo, ma ha chiarito che riconoscere lo Stato di Palestina è l’unica via politica possibile per uscire dall’attuale impasse. In un’intervista alla Cbs, Macron ha inoltre spiegato che questo riconoscimento è l’avvio di un processo politico che deve portare a un cessate il fuoco, alla liberazione degli ostaggi e al ripristino degli aiuti umanitari a Gaza.
Undici Paesi pronti al riconoscimento. La conferenza Onu sulla Palestina ha segnato una svolta diplomatica storica: una decina di Paesi hanno annunciato il riconoscimento ufficiale, con altri pronti a seguirne l’esempio. In totale saranno undici gli Stati ad aderire durante la conferenza internazionale di alto livello per la risoluzione pacifica della questione palestinese e l’attuazione della soluzione a due Stati, organizzata da Parigi e Riad (Arabia Saudita).
Oltre alla Francia, hanno già confermato Australia, Belgio, Canada, Finlandia, Lussemburgo, Portogallo, Malta, Nuova Zelanda, Regno Unito e San Marino. Ieri Australia, Canada, Gran Bretagna e Portogallo avevano già ufficializzato il loro sì.
La posizione dell’Italia. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha precisato che la linea italiana resta chiara: l’Italia sostiene il sogno del popolo palestinese di avere uno Stato. “Continueremo a supportare l’Autorità nazionale palestinese nel rafforzamento istituzionale e nelle riforme, lavorando per una coesistenza pacifica tra palestinesi e israeliani – ha chiarito Tajani – ma il riconoscimento ora sarebbe prematuro”. Tajani ha anche aggiunto che il messaggio che arriva dall’Onu è chiaro: “Israele smetta di bombardare e Hamas liberi subito gli ostaggi”.
Von der Leyen: “La bussola resta la soluzione a due Stati”. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha ribadito la posizione dell’Ue affermando che la soluzione è quella che prevede due Stati, ma senza un percorso verso la pace il conflitto continuerà a minare ogni speranza di accordo.
Completamente opposta la reazione di Washington. Donald Trump considera il riconoscimento dello Stato di Palestina come un premio a Hamas, posizione ribadita dalla sua portavoce alla vigilia del suo intervento all’Onu. Trump ha tacciato la scelta europea come una mossa di facciata. Washington sottolinea che le priorità restano la liberazione degli ostaggi, la sicurezza di Israele e la stabilità regionale, obiettivi che secondo il Dipartimento di Stato non possono essere raggiunti finché Hamas continuerà a esistere.
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