Strasburgo – “Sull’acciaio il Piano Ue per il settore è ancora troppo ‘timido’. Bisogna fare molto di più e in fretta per sostenere le nostre imprese: oggi 100 milioni di tonnellate di acciaio possono essere preda della concorrenza sleale”. E’ quanto ha ribadito oggi a Strasburgo in Assemblea plenaria l’europarlamentare di Forza Italia Letizia Moratti.
“Per far fronte alla crisi della competitività siderurgica l’attuale Piano d’azione Ue è solo un timido e primo passo. Non ci si può certo fermare a un documento di buone intenzioni”.
Un appello dettato dall’attuale scenario del settore.
“Il valore dei prodotti siderurgici che l’Europa esporta ogni anno ammonta a 25 miliardi di euro – ha aggiunto Moratti – Oggi è a rischio la competitività, perché i nostri produttori saranno gli unici a dover sostenere il costo del carbonio, mentre i concorrenti dei paesi terzi ne resteranno esenti”.
Sui numeri in gioco, l’europarlamentare ha osservato: “La nostra capacità siderurgica è di 100 milioni di tonnellate di capacità siderurgica, ma rimarrà esposta alla concorrenza sleale se permettiamo ai produttori internazionali di aggirare le rigide normative ambientali imposte alle nostre imprese”.
Un’azione più incisiva è necessaria anche sull’energia. Durante l’ultima crisi, i costi dell’energia hanno raggiunto picchi dell’80% del totale di produzione: all’inizio del 2025 si è registrato un nuovo aumento del 35% dei prezzi.
“Servono risposte urgenti, rafforzando i meccanismi di compensazione per le industrie energivore e riformando il mercato dell’energia. È nell’interesse di tutti disaccoppiare il prezzo del gas da quello delle rinnovabili con tariffe più prevedibili, meno esposte alla speculazione – ha sottolineato ancora la rappresentante di FI-Ppe – E’ poi fondamentale ridurre i costi, ma anche promuovere le nuove tecnologie, come la cattura del carbonio e le biomasse”.
“Dobbiamo far sì che la siderurgia, industria fondamentale del nostro continente, contribuisca ancora alla crescita europea, ha concluso Moratti. Ci aspettiamo poi che l’Ue agisca con misure che valorizzino l’importanza del rottame in Ue e ne limitino la fuoriuscita. La decarbonizzazione del settore passa dall’utilizzo di rottame ferroso, la cui domanda a livello globale è destinata ad aumentare sensibilmente. Sul tema energia, infine, rimarco che non ci potrà essere un vero mercato unico se non si eliminano le restrizioni oggi poste al suo movimento transfrontaliero”.
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