Bruxelles (eu24news.eu) – Dopo oltre vent’anni di negoziati, l’Unione europea è pronta a compiere il passo decisivo verso la firma dell’accordo di libero scambio con il Mercosur. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, è attesa sabato 17 gennaio in Paraguay per la firma ufficiale, dopo il via libera arrivato il 9 gennaio dai 27 ambasciatori degli Stati membri.
L’intesa coinvolge Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay e punta a creare una vasta area di libero scambio, aprendo l’accesso a un mercato di oltre 700 milioni di consumatori. Per l’Europa significa maggiori opportunità di esportazione nei settori industriali e agroalimentari; per i Paesi sudamericani, un ingresso più ampio nel Mercato unico europeo per materie prime e prodotti agricoli.
A Bruxelles l’accordo viene letto anche in chiave geopolitica. In un contesto internazionale segnato dal ritorno dei dazi statunitensi e da una politica commerciale americana più assertiva, il patto con il Mercosur è considerato uno strumento di diversificazione strategica e di rafforzamento del ruolo globale dell’Ue. Il percorso verso la firma, però, è stato tutt’altro che lineare. Alle resistenze politiche di alcuni Stati membri si sono aggiunte le proteste degli agricoltori europei, preoccupati per una possibile concorrenza sleale.
Il percorso verso la firma è stato tutt’altro che lineare. Alle resistenze politiche di alcuni Stati membri si sono aggiunte le proteste degli agricoltori europei, preoccupati per una possibile concorrenza sleale. Per superare lo stallo, la Commissione ha introdotto una clausola di salvaguardia sulle importazioni agricole e annunciato nuove risorse a sostegno del settore nell’ambito della Politica agricola comune, insieme a correttivi sul Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam), lo strumento europeo che impone un costo sulle emissioni di CO₂ incorporate nei prodotti importati da Paesi con standard ambientali meno stringenti, per evitare delocalizzazioni e squilibri competitivi.
Alla luce di queste garanzie, il Consiglio dell’Ue ha dato il via libera alla firma. Dopo la cerimonia in Paraguay, l’accordo entrerà nella fase di ratifica parlamentare, che prevede il voto del Parlamento europeo e dei 27 Parlamenti nazionali. In attesa dell’approvazione definitiva, sarà applicato un accordo ad interim, pensato per consentire l’entrata in vigore graduale di alcune disposizioni e accompagnare il percorso istituzionale nei prossimi mesi.
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