Strasburgo – In una fase storica caratterizzata da tensioni internazionali crescenti e dalla ricerca di strategie di difesa comuni in Europa, l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle, Mario Furore, prende una posizione netta contro quella che definisce “l’Europa del riarmo”. Criticando apertamente il fronte politico che sostiene l’aumento della spesa militare – da Carlo Calenda a Giorgia Meloni, passando per Guido Crosetto – Furore denuncia l’assenza di un reale sforzo diplomatico da parte delle istituzioni europee.
L’esponente pentastellato sottolinea come il recente Consiglio di Strasburgo abbia mostrato un’Europa debole, spettatrice più che protagonista, incapace di imporsi come mediatrice nei conflitti globali. Nel suo intervento, evidenzia anche le divisioni interne al Partito Democratico, con una parte della delegazione che si è astenuta sul voto sul riarmo, segno di un dibattito aperto anche tra i socialisti europei.
Secondo Furore, la vera sfida per l’Europa non è potenziare la deterrenza militare, ma costruire una politica estera autonoma capace di favorire il dialogo e la pace. Per questo motivo, il 5 aprile alle 13, il Movimento 5 Stelle sarà in piazza Vittorio Emanuele a Roma per ribadire il proprio no alle politiche di riarmo e per chiedere con forza una svolta diplomatica.
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