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Strasburgo (eu24news.eu) –  L’Europa prova a mettere ordine nel rapporto tra minori e mondo digitale. La Commissione europea ha adottato oggi il KIDS Act, il nuovo pacchetto di regole pensato per rafforzare la protezione dei bambini e degli adolescenti online e introdurre un quadro comune in tutta l’Unione europea. La proposta stabilisce una soglia europea per l’accesso autonomo ai social: nessun account personale prima dei 15 anni e nessun account social sotto i 13 anni. Tra i 13 e i 14 anni sarà invece possibile utilizzare account limitati, creati e supervisionati dai genitori, con strumenti di controllo sempre attivi e un limite di utilizzo fino a un’ora al giorno. Dai 15 anni sarà possibile aprire autonomamente un account, ma all’interno di servizi che dovranno rispettare specifici requisiti di sicurezza.

Il KIDS Act, dunque, non è soltanto una questione di limiti anagrafici. Uno dei punti centrali della proposta riguarda il principio della “safety by design”: le piattaforme dovranno essere progettate tenendo conto della sicurezza dei minori e non potranno utilizzare funzionalità pensate per favorire un uso compulsivo dei servizi. Tra gli elementi indicati dalla Commissione ci sono il divieto per i minori di alcune forme di scroll infinito, autoplay continuo, notifiche progettate per riportare l’utente sulla piattaforma e meccanismi come le “streak” che incentivano l’accesso quotidiano. Anche gli algoritmi di raccomandazione dovranno essere orientati alla sicurezza e alla qualità dei contenuti, riducendo il rischio di percorsi automatici verso contenuti sempre più estremi. Un altro capitolo riguarda la protezione dai contatti indesiderati. I minori non dovranno poter essere contattati liberamente da sconosciuti: i servizi dovranno prevedere approvazioni preventive, impedire l’inserimento automatico dei ragazzi nei gruppi e garantire strumenti semplici per bloccare altri utenti. La proposta prevede, inoltre, impostazioni di privacy rafforzate e limita la possibilità per i minori di trasmettere contenuti in diretta.

Il nuovo quadro europeo si estende anche oltre i social network. Il KIDS Act comprende piattaforme di condivisione video, videogiochi, chatbot di intelligenza artificiale, AI companion, app store e sistemi operativi, introducendo obblighi specifici per i servizi maggiormente utilizzati dai minori. Particolarmente rilevante è il capitolo dedicato all’intelligenza artificiale. I chatbot e gli AI companion accessibili ai minori non potranno utilizzare modalità di interazione progettate per simulare relazioni umane in modo da favorire una possibile dipendenza emotiva. Dovranno inoltre essere sottoposti a valutazioni dei rischi prima della loro immissione sul mercato e a sistemi di monitoraggio successivi. Per gli under 13, l’accesso dovrà passare attraverso strumenti di controllo parentale. Anche la verifica dell’età viene rafforzata; la semplice dichiarazione della data di nascita non sarà più sufficiente. La proposta prevede sistemi certificati di age verification, con l’obiettivo di evitare che siano direttamente le piattaforme a raccogliere documenti o informazioni personali. La Commissione indica un modello basato sul principio del “zero knowledge proof”, attraverso il quale il servizio dovrebbe poter sapere soltanto se l’utente supera o meno una determinata soglia d’età.

Il provvedimento interviene anche sui grandi operatori digitali. Per le piattaforme con almeno 45 milioni di utenti mensili nell’Unione europea, la Commissione prevede obblighi di conformità particolarmente stringenti: prima di entrare in contatto con i minori secondo il nuovo regime, dovranno presentare un piano dettagliato e sottoporlo a verifiche da parte di auditor indipendenti, a proprie spese. E cambia anche il principio della responsabilità. Con il KIDS Act, la Commissione vuole infatti invertire l’onere della prova: non dovranno essere le autorità, i genitori o i minori a dimostrare che un servizio è pericoloso, ma saranno i fornitori a dover dimostrare che i propri servizi sono sicuri e adeguati all’età degli utenti.

Sul fronte delle sanzioni, la proposta prevede multe che possono arrivare fino al 6% del fatturato annuo mondiale. L’applicazione delle nuove regole si appoggerebbe inoltre agli attuali meccanismi di vigilanza previsti dal Digital Services Act e, per i chatbot e gli AI companion, dall’AI Act. Il KIDS Act è dunque ora una proposta di regolamento europeo: il suo percorso legislativo proseguirà attraverso il processo decisionale dell’Unione. L’obiettivo della Commissione è creare regole comuni per tutti i 27 Stati membri, evitando che ogni Paese introduca soglie e sistemi differenti per proteggere i minori online.


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