Bruxelles (eu24news.eu) – L’Europa prova a ritagliarsi uno spazio politico nella crisi mediorientale dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele contro Teheran e la successiva risposta iraniana. Francia Germania e Regno Unito dichiarano di essere pronti ad adottare azioni difensive per tutelare i propri interessi e quelli degli alleati nel Golfo, mentre Bruxelles invoca de-escalation e rispetto del diritto internazionale.
Parigi Berlino e Londra, in una dichiarazione congiunta, condannano gli attacchi missilistici iraniani contro Paesi della regione e affermano la disponibilità a misure proporzionate per neutralizzare alla fonte le capacità di lancio di missili e droni. La Francia ribadisce piena solidarietà agli Stati del Golfo coinvolti, sottolineando il rischio di un allargamento del conflitto. Il premier britannico, Starmer, chiarisce che il Regno Unito non parteciperà a operazioni offensive in Iran, pur consentendo agli Stati Uniti l’utilizzo delle basi britanniche per colpire obiettivi militari iraniani. Londra sostiene il principio di autodifesa collettiva ma indica come obiettivo politico una soluzione negoziata. Sul piano europeo, l’Alto rappresentante per la politica estera, Kallas, chiede massima moderazione, protezione dei civili e pieno rispetto della Carta delle Nazioni Unite. L’Unione ricorda il regime di sanzioni già in vigore contro Teheran per il programma nucleare e missilistico e per le violazioni dei diritti umani, lasciando aperta la possibilità di ulteriori misure restrittive.
La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, in un colloquio con l’emiro del Qatar, ha espresso solidarietà europea ai Paesi colpiti e richiamato la necessità di impedire all’Iran di acquisire un’arma nucleare, ribadendo il sostegno a una transizione che ristabilisca stabilità nella regione. Sul piano operativo, intanto, l’Europa rafforza la missione navale Aspides nel Mar Rosso, portando a cinque le navi impegnate nella protezione del traffico commerciale, in coordinamento con l’operazione Atalanta contro la pirateria. L’obiettivo è prevenire ripercussioni sulla sicurezza marittima e sulle rotte energetiche. L’Italia, attraverso il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sostiene la necessità di una fase diplomatica successiva all’emergenza militare e conferma il coordinamento europeo per la tutela e l’eventuale rientro dei cittadini presenti nell’area. Anche la Nato monitora l’evoluzione del conflitto. L’Alleanza ha annunciato un adeguamento della propria postura militare per difendersi da possibili minacce, inclusi missili balistici e droni, a tutela dei Paesi membri.
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