BRUXELLES (eu24news.eu) –  È stata raggiunta un’intesa politica sulla revisione intermedia della politica di Coesione, il principale strumento finanziario dell’Unione destinato a sostenere le regioni europee, con un budget complessivo di 392 miliardi di euro fino al 2027. Il nuovo accordo introduce cinque priorità-faro che riflettono l’evoluzione dello scenario geopolitico ed economico: difesa, resilienza idrica, transizione verde, competitività e alloggi.

Una riforma chiave voluta dall’Italia

Il testo negoziato in un unico round, sotto la presidenza di turno danese, è firmato dal ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto. La revisione mira ad aggiornare le linee guida della politica di Coesione, rendendole più adatte ad affrontare sfide emergenti, tra cui la guerra in Ucraina, l’insicurezza energetica, i cambiamenti climatici e il riassetto industriale europeo.

Nonostante le tensioni emerse ad aprile sul possibile utilizzo di fondi strutturali per la difesa, l’accordo finale mantiene un impianto volontario nella redistribuzione dei fondi: gli Stati membri potranno decidere autonomamente se orientare parte delle risorse verso le nuove priorità, ma potranno beneficiare di incentivi rafforzati.

Pre-finanziamenti agevolati e co-finanziamento aumentato

Per i progetti che rientreranno nelle cinque priorità strategiche, è previsto, nel 2026, un pre-finanziamento fino al 20% del valore complessivo, con un co-finanziamento europeo superiore di 10 punti percentuali rispetto al regime ordinario. La Commissione europea aveva inizialmente proposto soglie più ambiziose, ma il compromesso raggiunto resta significativo.

Difesa: priorità anche per infrastrutture a duplice uso

Una novità di rilievo riguarda il riconoscimento come ammissibili degli investimenti in preparazione civile e in infrastrutture a duplice uso, cioè impianti e opere che possono servire sia scopi civili che militari. Tali progetti saranno considerati prioritari per il finanziamento dell’industria della difesa e della mobilità militare, in linea con gli obiettivi strategici di autonomia europea.

Focus sulle regioni più esposte ai confini

Il testo include un riferimento specifico alle regioni Ue confinanti con Russia, Bielorussia e Ucraina, che potranno accedere a forme di sostegno aggiuntivo per rispondere alle esigenze particolari derivanti dalla prossimità al conflitto in corso. È un segnale politico chiaro, che riconosce le criticità territoriali e strategiche generate dalla guerra.

Prossimi passaggi

L’accordo dovrà ora essere ratificato formalmente dal Parlamento europeo e dal Consiglio, separatamente. Solo dopo tale passaggio la riforma potrà entrare in vigore, dando avvio all’attuazione concreta delle nuove linee guida per la spesa dei fondi strutturali.


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