Bruxelles (eu24news.eu) – Con la ripresa dell’attività delle istituzioni europee la semplificazione delle regole torna tra i dossier destinati a pesare sull’agenda di Bruxelles. Dopo la pausa estiva la Commissione europea si prepara, dunque, a proseguire il percorso avviato per ridurre il carico amministrativo sulle imprese. I numeri già messi sul tavolo spiegano perché la partita sia particolarmente importante per il sistema produttivo: le iniziative di semplificazione adottate, o proposte finora comprese 12 proposte Omnibus, valgono circa 18 miliardi di euro di risparmi amministrativi annuali. L’obiettivo fissato da Bruxelles è arrivare a 37,5 miliardi di euro entro il 2029, riducendo gli oneri amministrativi di almeno il 25% per tutte le imprese e del 35% per le piccole e medie imprese (PMI).
Un metodo legislativo attraverso il quale la Commissione interviene contemporaneamente su più norme collegate eliminando sovrapposizioni, obblighi duplicati e procedure considerate non necessarie. L’obiettivo resta quello di ridurre il tempo e le risorse che le aziende devono destinare agli adempimenti, ma senza modificare gli standard europei di tutela ambientale, sociale e dei consumatori. Tra i settori interessati figurano ambiente, industria automobilistica, energia, fiscalità, sicurezza alimentare e dispositivi medici. Nel pacchetto dedicato alla fiscalità, presentato a giugno, la Commissione ha stimato risparmi per circa 8 miliardi di euro, dei quali 3,25 miliardi riconducibili direttamente alla riduzione dei costi amministrativi. Per i dispositivi medici la stima arriva a 3,3 miliardi, mentre le semplificazioni in materia ambientale valgono circa 1 miliardo di euro, di cui 890 milioni di risparmi amministrativi annuali. Anche il settore dell’energia rientra nel percorso, con una proposta che punta a rendere più semplici le norme sull’etichettatura energetica e dei pneumatici e gli obblighi a carico di fornitori e rivenditori e il risparmio stimato dalla Commissione sarebbe di circa 125 milioni di euro. Per l’automotive, invece, le misure riguardano soprattutto la semplificazione dei requisiti tecnici e delle procedure di prova.
La questione assume un peso particolare per le Pmi, che sono tra le principali destinatarie della strategia europea; ridurre la burocrazia significherebbe liberare tempo e risorse che potrebbero essere destinate agli investimenti, all’innovazione e alla crescita. Non a caso, la Commissione ha inserito la semplificazione tra le priorità del proprio programma di lavoro 2026: 25 delle 47 iniziative legislative previste presentano una significativa componente di semplificazione.
La ripresa dei lavori europei sarà quindi anche un banco di prova per capire quanto rapidamente le proposte riusciranno a trasformarsi in norme effettivamente applicabili alle imprese perché il vero obiettivo dell’Omnibus non è soltanto ridurre il numero degli adempimenti, ma rendere più semplice fare impresa in Europa. È questa, del resto, una delle sfide su cui Bruxelles sta costruendo la propria agenda per la competitività: spostare risorse dalla burocrazia all’economia, mantenendo gli standard europei ma riducendo quei costi e quelle duplicazioni che, soprattutto per le imprese più piccole, possono diventare un ostacolo alla crescita.
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