Ilaria Salis: “Chiedo processo giusto in Italia. Impossibile in Ungheria”

Federica Onnis

DiFederica Onnis

24 Settembre 2025
Press conference on the Case of Ilaria Salis: Orbán’s Regime, Parliamentary Immunity, and Democracy in Europe

Si è svolta questa mattina, al Parlamento Europeo di Bruxelles, la conferenza stampa dell’eurodeputata Ilaria Salis, insieme al capogruppo di The Left, Martin Schirdewan, in merito alla decisione di ieri della Commissione Affari giuridici del Parlamento Ue (Juri) di dire ‘no’ alla revoca dell’immunità dell’eurodeputata. Il voto, però, non è ancora definitivo: la decisione finale spetterà all’intero Parlamento UE, che si esprimerà a Strasburgo il 7 ottobre, durante la sessione Plenaria.

Oggi Salis ha dichiarato: “La mia richiesta è chiara: voglio essere processata in Italia, non in Ungheria. Un processo con garanzie democratiche in quel Paese è impossibile. Lo sanno tutti, e negarlo significa essere in malafede. Per un dissidente politico, o per chiunque sia percepito come avversario del governo, la giustizia in Ungheria è giustizia politica, ideologica, vendetta e propaganda”.

“La tutela della mia immunità parlamentare è fondamentale non per sottrarmi alla giustizia, ma per proteggermi dalla vendetta ungherese, da un processo ingiusto e da condizioni detentive disumane. Fin da quei maledetti giorni in cui ero in carcere a Budapest ho sempre chiesto che il processo si svolgesse in Italia. L’ho ribadito anche in audizione a porte chiuse davanti ai membri di Juri e oggi lo ribadisco pubblicamente, con forza: auspico che le autorità italiane intervengano quanto prima, al fine di tutelare una propria concittadina e di garantire che i suoi diritti fondamentali siano rispettati”, ha aggiunto. “Gli strumenti giuridici per aprire un procedimento in Italia esistono, e spetta alle autorità italiane attivarli”, ha concluso Salis.

Salis: “Stufa di accuse e diffamazioni. Chiedo processo equo”

Nel corso della conferenza stampa, un giornalista ha poi domandato all’eurodeputata se riconoscesse il volto di un uomo – mostrato in foto – che sarebbe stato aggredito nel corso della contromanifestazione tenutasi a Budapest il Giorno dell’Onore, a febbraio del 2023, durante la quale Salis venne arrestata dalla polizia ungherese con l’accusa di aver preso parte al pestaggio di alcuni militanti neonazisti.

“Sono stufa di ricevere accuse e diffamazioni. Neanche la Magistratura ungherese mi ha mai accusata di aver picchiato quella persona – mostrata in foto dal giornalista – quindi ribadisco la mia innocenza. Questo è il motivo per cui chiedo di essere processata in un Paese dove viene rispettato lo Stato di Diritto, un Paese in cui posso avere un processo equo”, ha risposto Salis.


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