Bruxelles (eu24news) – Con 382 voti favorevoli, 249 contrari e 13 astenuti, il Parlamento europeo ha approvato in mini-plenaria il cosiddetto pacchetto Omnibus, volto a semplificare le direttive sugli obblighi di due diligence e sulla rendicontazione ambientale delle imprese. La maggioranza si è formata attorno al Partito Popolare Europeo (PPE), sostenuto da ECR e dai gruppi di destra Europa delle Nazioni Sovrane e Patrioti per l’Europa.
Tra i protagonisti del voto, l’eurodeputata di Forza Italia Letizia Moratti (PPE) ha rivendicato il risultato come una vittoria per le piccole e medie imprese: «Abbiamo tolto regole costose e complicate. Le PMI sotto la soglia di 1.750 dipendenti e 450 milioni di fatturato non saranno obbligate alla rendicontazione. Così evitiamo che aziende extraeuropee abbandonino il mercato europeo per obblighi troppo onerosi», ha dichiarato ai giornalisti. Secondo Moratti, la semplificazione contribuirà a salvaguardare posti di lavoro e competitività.
Il voto ha però evidenziato anche divisioni sul fronte climatico. Con 379 voti favorevoli e 248 contrari, l’Eurocamera ha approvato la proposta di riduzione delle emissioni del 90% entro il 2040. Moratti si è schierata contro: «Il testo è troppo restrittivo e poco flessibile. La Commissione stessa ha stimato un impatto negativo sul PIL dell’1%. Sono regole anti-industriali». L’eurodeputata ha sostenuto l’emendamento del PPE polacco che proponeva un target ridotto all’83%, pur riconoscendo il compromesso raggiunto dal Consiglio con l’Italia sul 90% e l’inclusione dei carburanti a bassa emissione.
La posizione di Moratti riflette una linea pragmatica: apertura alla sostenibilità, ma con attenzione ai costi per le imprese e alla salvaguardia della crescita economica. «Non è un vantaggio per l’Europa dover acquistare crediti internazionali per compensare le emissioni», ha concluso, ribadendo la necessità di regole che non penalizzino i settori energivori.

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