Strasburgo – “Sull’energia, Bruxelles è una gioiosa fabbrica di analisi. Le diverse problematiche vengono sviscerate a fondo. L’epilogo, poi, lo conosciamo: non ci vengono fornite risposte o soluzioni. Sulle linee guida presentate oggi dal Commissario all’energia Jorgensen, abbiamo un’unica certezza: manca l’umiltà per fare ammenda e riconoscere gli errori del Green Deal. Finalmente, i piccoli reattori modulari sono stati per così dire sdoganati, ma sono serviti mesi di lunghi dibattiti per provare a convincere l’Europa che, senza nucleare, non si va da nessuna parte”.
“Il Green Deal ha creato dipendenza. Basti citare l’esempio degli Stati Uniti che, da quando sono indipendenti dal punto di vista energetico, continuano a rafforzare la propria posizione geopolitica. Infine, spiace notare che la Commissaria per la transizione verde Ribera, proprio oggi, ha dichiarato che l’ETS non si tocca. Che dire? Si resiste e persiste nel rifiutare di ammettere che il dazio peggiore è stato quello auto-imposto col Green Deal”.
Così Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo, sul pacchetto energia presentato dalla Commissione Ue a margine dei lavori in Plenaria a Strasburgo.
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