Bruxelles (eu24news.eu) – Nel corso del Consiglio Ecofin in corso a Bruxelles, torna al centro il tema della flessibilità fiscale legata alla crisi energetica. In questo contesto, il ministro italiano dell’Economia Giancarlo Giorgetti, rilancia la richiesta italiana di estendere al settore energia il meccanismo già previsto per la difesa che, lo ricordiamo, consente di escludere dal calcolo del deficit una quota di spesa fino all’1,5% del PIL.
Secondo quanto emerge da fonti europee, l’orientamento attuale non va verso una sospensione generalizzata delle regole fiscali, ma verso strumenti mirati e temporanei. L’Italia, che chiede margini più ampi per sostenere famiglie e imprese contro il caro energia, trova una disponibilità limitata su questo punto, mentre registra aperture su un altro fronte: la possibile introduzione o rafforzamento di misure sugli extra-profitti delle società energetiche, ossia gli utili straordinari generati dall’aumento dei prezzi. Su questo tema ci sarenne anche una convergenza con Germania e Spagna, favorevoli a valutare interventi redistributivi a livello europeo o coordinato.
Il dossier energetico si intreccia, inoltre, con le tensioni commerciali globali. A margine del G7 Commercio a Parigi è previsto un confronto tra il commissario europeo Valdis Dombrovskis e l’omologo statunitense, anche sul tema dei dazi e delle relazioni transatlantiche in una fase segnata da politiche industriali più assertive e dalla competizione sulle tecnologie energetiche. Il negoziato resta aperto e riflette un equilibrio ancora instabile tra esigenze di rigore di bilancio e necessità di intervento pubblico su un settore strategico come l’energia, che continua a incidere direttamente sulla competitività europea e sul potere d’acquisto dei cittadini.
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