Dopo 500 giorni di attesa, cresce la pressione sulla Commissione europea

Bruxelles (eu24news) – La pazienza sta finendo. Ventiquattro eurodeputati, guidati da Sandro Gozi, hanno inviato una lettera alla vicepresidente della Commissione europea, Henna Virkkunen, per chiedere aggiornamenti urgenti sulla lunga indagine contro la piattaforma X (ex Twitter) nell’ambito del Digital Services Act (DSA).

L’inchiesta, avviata ufficialmente il 1° dicembre 2023, ha ormai superato i 500 giorni senza che siano stati forniti chiarimenti significativi. I parlamentari sottolineano come questo ritardo rischi di compromettere la credibilità dell’intero DSA, normativa chiave per la regolamentazione dello spazio digitale europeo.

Nel documento inviato alla Commissione, gli eurodeputati esprimono forte preoccupazione per i casi documentati di distorsione algoritmica a favore di contenuti dell’estrema destra e per la proliferazione di disinformazione politica in diversi Paesi europei, tra cui Germania, Regno Unito, Irlanda e Romania.

In particolare, vengono sollevati dubbi sull’impatto delle scelte algoritmiche di X, che sembrerebbero favorire contenuti direttamente riconducibili al proprietario della piattaforma, Elon Musk, aumentando la polarizzazione del dibattito pubblico online.

I firmatari della lettera, tra cui Brando Benifei, Pierfrancesco Maran e Sandro Ruotolo, chiedono risposte chiare su cinque ambiti cruciali del Digital Services Act:

  1. Trasparenza algoritmica, per garantire che i sistemi di raccomandazione non favoriscano determinate ideologie.
  2. Verifiche indipendenti sulle modalità di moderazione dei contenuti.
  3. Tempistiche certe per la conclusione dell’indagine e l’applicazione di eventuali sanzioni.
  4. Protezione degli utenti contro la disinformazione sistematica.
  5. Impatto sulla democrazia europea, per evitare manipolazioni dell’opinione pubblica.

“La credibilità dell’Unione europea è in gioco – afferma Gozi – Non possiamo permettere che l’inerzia istituzionale indebolisca un regolamento fondamentale per la tutela dello spazio digitale“.

La Commissione europea non ha ancora fornito un calendario chiaro sulla chiusura dell’indagine. Tuttavia, la crescente pressione politica potrebbe finalmente accelerare il processo. I cittadini e i regolatori attendono risposte, mentre X continua a influenzare il panorama informativo europeo.

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