Strasburgo (eu24news.eu) – Il Parlamento europeo apre, oggi, una sessione plenaria carica di tensioni politiche e temi di attualità internazionale. Dalla sicurezza dei cieli europei alla guerra a Gaza l’agenda di questa settimana riflette il momento delicato che vive l’Unione: tra minacce ibride, instabilità geopolitica e un’opinione pubblica sempre più divisa.

A tenere banco, però, sarà soprattutto il voto di domani sulla richiesta di revoca dell’immunità parlamentare di Ilaria Salis, un caso che intreccia diritto, politica e diplomazia, e che rischia di spaccare l’Aula di Strasburgo. L’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra è al centro di una procedura avviata dalle autorità ungheresi, che chiedono di revocarle l’immunità parlamentare per presunti reati commessi prima dell’elezione. La commissione Affari giuridici (JURI) ha già espresso parere contrario, ma con un margine sottilissimo: 13 voti contro 12. Ora la parola passa all’Aula, dove il voto sarà a scrutinio segreto.  Il Partito Popolare Europeo (PPE) ha annunciato che si comporterà diversamente rispetto al caso di Péter Magyar, leader dell’opposizione a Viktor Orbán, anch’egli al centro di una richiesta simile. Una linea che però non tutti nei popolari condividono. L’europarlamtare, Ilaria Salis, denuncia da mesi la volontà persecutoria del regime di Orbán e parla di un attacco diretto all’indipendenza del Parlamento europeo. Nel centrosinistra, Pd e Verdi europei si sono schierati al suo fianco, mentre Forza Italia e i popolari italiani ribadiscono la necessità di non trasformare l’immunità in uno scudo per evitare processi su fatti precedenti al mandato. Il voto resta un’incognita. La divisione interna al PPE, sommata al segreto dell’urna, lascia aperto ogni scenario.

Tra gli altri dossier in agenda c’è anche la crescente preoccupazione per le incursioni di droni e le violazioni dello spazio aereo europeo, con un dibattito previsto per mercoledì. L’Eurocamera chiede più coordinamento tra gli Stati membri e una strategia comune per la difesa delle infrastrutture critiche, dopo i recenti episodi registrati ai confini orientali dell’Unione.

Altro tema centrale sarà il contributo europeo alla pace in Medio Oriente. L’Aula discuterà del ruolo dell’UE nei negoziati su Gaza, in un momento in cui l’azione diplomatica europea appare debole e frammentata, stretta tra gli interessi nazionali e la pressione internazionale.

Sul fronte economico, i deputati affronteranno anche la questione della sovranità digitale e della sicurezza delle reti europee, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza tecnologica da Paesi terzi e rafforzare il controllo sulle infrastrutture di dati strategici.

Questa prima plenaria di ottobre arriva in un contesto di incertezza internazionale e di crescente pressione interna. Mentre gli Stati membri discutono di energia, sicurezza e diritti fondamentali, il Parlamento si ritrova a gestire un equilibrio complesso tra autonomia politica e necessità di compattezza. Il caso Salis, in questo scenario, non è solo una vicenda giudiziaria: è un test politico sullo stato di salute delle istituzioni europee e sulla capacità dell’Unione di restare fedele ai propri principi, anche quando a metterli alla prova sono i suoi stessi Stati membri.


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