Roma (eu24news.eu) – Un nuovo atto intimidatorio scuote la politica italiana. Gian Marco Centinaio, vicepresidente leghista del Senato, ha ricevuto nella cassetta delle poste della sua casa a Pavia una lettera minatoria di matrice anarchica con riferimenti diretti al recente sgombero del centro sociale Leoncavallo di Milano.
Un segnale grave e inquietante, che conferma quanto sia fragile il confine tra la legittima protesta e la deriva dell’odio politico trasformato in minaccia personale. Il senatore, che dal 2023 vive sotto scorta dopo precedenti episodi, ha raccontato di aver trovato una busta bianca nella cassetta della posta: in trasparenza si intravedeva la “A” cerchiata, simbolo degli anarchici, con la scritta “Vi veniamo a prendere UNO ad UNO”. A intervenire subito sono stati gli uomini della sua scorta, che hanno avvisato la Questura. Dopo le minacce iniziate nel 2003, e un’aggressione sotto casa, lo scorso anno il vicepresidente del Senato aveva ricevuto anche un proiettile, sempre per posta, chiaro segnale dell’escalation intimidatoria nei suoi confronti.
Il riferimento al Leoncavallo, sgomberato lo scorso 21 agosto, appare evidente. Ma Centinaio non ha avuto alcun ruolo diretto nell’operazione: la sua “colpa” è quella di aver ribadito pubblicamente la necessità di sgomberare ogni locale occupato abusivamente, “sia da parte dell’estrema sinistra che dell’estrema destra”. Sui suoi social, Centinaio, ha ribadito che queste minacce non gli faranno cambiare idea: “chi occupa abusivamente va sgomberato e il governo fa bene ad andare avanti così” – ha dichiarato. Una posizione di principio, che tuttavia gli è costata l’ennesima minaccia. “Devo aspettarmi adesso una lettera minatoria anche da Casapound?”, ha commentato amaramente.
La vicenda sta suscitando, in queste ore, solidarietà bipartisan a conferma che di fronte a gesti che minano la democrazia non esistono bandiere né appartenenze politiche: le istituzioni devono rimanere unite nel condannare ogni intimidazione.
A nome di tutta la redazione di EU24News esprimo la nostra vicinanza al senatore Gian Marco Centinaio. Ogni atto di violenza simbolica o concreta contro un rappresentante delle istituzioni è un colpo inferto non al singolo, ma all’intero Paese. Difendere il confronto politico dalle derive dell’odio significa difendere la libertà di tutti.
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