Bruxelles (eu24news.eu) – “La revisione del Regolamento sulle emissioni di CO₂ per auto e furgoni è un’opportunità storica per correggere una rotta che, nella scorsa legislatura, aveva imposto di fatto la cancellazione del motore a combustione interna attraverso l’obbligo delle zero emissioni allo scarico al 2035. Oggi si apre una fase nuova: passiamo da una prospettiva schiava di un Green Deal iper-ideologico, fondato sull’elettrificazione forzata, a un nuovo Deal industriale europeo che vogliamo sia realistico, pragmatico e sostenibile sul piano economico, sociale e ambientale”. Così Massimiliano Salini, eurodeputato di Forza Italia e vicepresidente del gruppo del Partito Popolare Europeo (PPE), appena nominato relatore del Parlamento europeo per la revisione del Regolamento sugli standard di CO₂ per autovetture e veicoli commerciali leggeri.
“Ringrazio il ministro degli Esteri e segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani, vicepresidente del PPE – sottolinea Salini – per il sostegno determinante nell’assegnazione del dossier. Con i colleghi dell’Eurocamera sono già al lavoro per un confronto a tutto campo su quella che considero la partita cruciale per il rilancio dell’automotive europeo, spina dorsale della manifattura italiana e continentale, a tutela di famiglie e imprese. Il nuovo pacchetto automotive deve segnare un cambio di direzione netto e pragmatico: difendere l’eccellenza del settore europeo e metterlo nelle condizioni di continuare a innovare, prosperando lungo una traiettoria davvero sostenibile sotto il profilo economico, sociale e ambientale”.
“Il nostro compito – prosegue Salini – non è smantellare l’obiettivo della decarbonizzazione, ma riadattare il regolamento europeo al contesto socio-economico e garantire ai cittadini un’effettiva libertà di scelta. Gli ultimi anni hanno mostrato tutti i limiti tecnologici e industriali di imposizioni dogmatiche, scollate dalla realtà e studiate a tavolino. La prima flessibilità sui target 2025 per i veicoli leggeri e l’Industrial Action Plan non sono bastati a restituire visibilità e fiducia alla filiera. La Commissione Ue ha anticipato la revisione, e questo è positivo, ma il riconoscimento della neutralità tecnologica resta parziale: oggi è rinviata al 2035 e accompagnata da una soglia troppo restrittiva del tetto massimo al 3% per i carburanti rinnovabili, assegnando a queste tecnologie un ruolo ancora marginale, ben al di sotto delle disponibilità di mercato”.
“Dobbiamo introdurre da subito – continua l’eurodeputato – un approccio pragmatico che tenga conto delle difficoltà nella diffusione dei veicoli elettrici – infrastrutture di ricarica insufficienti, costi elevati, autonomia – e riconosca esplicitamente il potenziale di decarbonizzazione delle altre tecnologie. L’integrazione tra propulsione elettrica e combustione interna alimentata da carburanti rinnovabili può infatti garantire una riduzione significativa delle emissioni, preservando occupazione, competenze e capacità produttiva europea. È questa la strada per salvaguardare la filiera, difendere milioni di posti di lavoro e sostenere la competitività industriale in tutta l’Ue. Accogliamo positivamente strumenti come i super-crediti per i piccoli veicoli a zero emissioni e le nuove flessibilità, un primo passo di un percorso di decarbonizzazione a misura di industria e consumatori. Sul punto, lavoreremo per inserire ulteriori provvedimenti, in grado di fronteggiare le criticità strutturali del settore e promuoverne la competitività”, conclude Salini.
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