Bruxelles (eu24news) – La Banca Centrale Europea si prepara a confermare il costo del denaro sui depositi al 2,25% nell’incontro del 23 luglio, ma le tensioni in Medio Oriente stanno rimescolando le carte a Francoforte. L’escalation militare in Iran e l’impennata dei prezzi energetici hanno riportato incertezza tra i consumatori dell’area euro, proprio mentre l’istituto si avviava verso la consueta pausa estiva.
Diversi analisti concordano sul fatto che un intervento restrittivo a luglio sia improbabile, ma segnalano che il conflitto in corso potrebbe mantenere elevata l’inflazione se il caro energia dovesse protrarsi nel tempo. La riunione di settembre, quando saranno disponibili più dati economici, viene indicata come il momento più probabile per una nuova stretta monetaria.
Le incognite geopolitiche legate alle infrastrutture energetiche russe e alle dinamiche nello Stretto di Hormuz aggiungono un elemento di imprevedibilità al dibattito interno al Consiglio direttivo della BCE. Nel frattempo, alcuni indicatori come il recupero degli indici PMI offrono un sostegno alla domanda industriale, mentre il credito alle famiglie resta frenato dalla fiducia debole legata al clima di incertezza internazionale.
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