Digital Forensics: analisi UE su lacune e bisogni per la sicurezza e le forze dell’ordine

DiGiuseppe Iuliano

19 Ottobre 2026

Roma (eu24news) – L’estrazione, la preservazione e l’analisi forense dei dati contenuti nei dispositivi digitali sequestrati costituiscono ormai un passaggio imprescindibile in quasi tutte le indagini di polizia giudiziaria, dai reati finanziari alla criminalità organizzata, fino al contrasto del terrorismo. Tuttavia, la rapidità con cui si evolve la tecnologia rischia di mettere in affanno gli investigatori. Per delineare lo stato dell’arte e definire le azioni future, la Commissione Europea, in stretta collaborazione con Europol, ha pubblicato un’approfondita analisi sulle lacune e sulle esigenze della Digital Forensics per le forze dell’ordine dell’Unione.
Il documento di gap analysis evidenzia le criticità operative che le autorità nazionali affrontano quotidianamente. La crescita esponenziale del numero di dispositivi informatici coinvolti nelle indagini e la mole gigantesca di dati da analizzare generano enormi arretrati nei laboratori forensi. A ciò si aggiunge l’estrema complessità tecnica introdotta dalle nuove architetture tecnologiche: l’uso diffuso della crittografia avanzata, la frammentazione dei dati salvati nei servizi Cloud, la diffusione dei dispositivi Internet of Things (IoT) e la presenza di sistemi informatici di bordo nei veicoli moderni richiedono metodologie e strumenti d’indagine del tutto inediti.
Un altro nodo critico riguarda la dipendenza da soluzioni commerciali di digital forensics sviluppate fuori dai confini dell’Unione Europea. Tali software spesso comportano costi di licenza insostenibili per le amministrazioni pubbliche e non sempre garantiscono la piena aderenza ai rigorosi quadri giuridici comunitari in materia di protezione dei dati personali e catena di custodia della prova. L’analisi sottolinea inoltre la carenza di personale altamente specializzato e la mancanza di standard condivisi tra i Paesi membri, elementi che frenano l’efficacia della cooperazione giudiziaria e di polizia transfrontaliera.
Per superare queste fragilità, il documento strategico stabilisce le priorità che guideranno i futuri finanziamenti e i progetti di ricerca comunitari, a partire da quelli supportati dall’Internal Security Fund. Si punta allo sviluppo di strumenti forensi “open source” ed europei, alla standardizzazione delle procedure investigative e all’integrazione dell’Intelligenza Artificiale per velocizzare la vagliatura preliminare dei dati. Risulta altresì prioritaria la formazione continua dei primi soccorritori, degli investigatori di campo e del personale della magistratura.
In conclusione, la gap analysis sulla Digital Forensics traccia la rotta per un’autonomia tecnologica europea nel settore della sicurezza. Dotare le forze dell’ordine di strumenti digitali all’avanguardia e pienamente conforme alle norme sui diritti fondamentali rappresenta una condizione indispensabile per garantire la giustizia e la sicurezza dei cittadini nell’era digitale.


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