Bruxelles (eu24news.eu) – Nuove sanzioni dell’Unione europea contro persone ed entità coinvolte nella deportazione e nel trasferimento forzato di bambini ucraini verso la Russia e nei territori temporaneamente occupati. Il Consiglio dell’UE ha adottato, oggi, misure restrittive nei confronti di 10 persone e 17 entità ritenute responsabili di attività legate alla deportazione, all’assimilazione forzata e a programmi di indottrinamento e formazione militarizzata rivolti ai minori ucraini. Tra le entità inserite nell’elenco figura il Comitato per il turismo della città di Mosca, insieme a società russe attive nei settori della ricreazione, del turismo e dell’intrattenimento per bambini. Sono stati inoltre colpiti alcuni campi per bambini e centri sportivi in Russia e nei territori temporaneamente occupati dell’Ucraina, accusati dal Consiglio di avere avuto un ruolo nei programmi di riorientamento culturale e di educazione filo-russa.
Nella lista compare anche il Songdowon International Children’s Camp, struttura statale della Corea del Nord. Secondo il Consiglio UE, il campo avrebbe partecipato a programmi organizzati che prevedevano il trasferimento di bambini ucraini dai territori occupati, in coordinamento con la Russia, con l’obiettivo di promuovere narrazioni filo-russe. Tra le persone sanzionate figura, invece, Rustam Minnikhanov, presidente della Repubblica del Tatarstan, indicato dal Consiglio UE per il suo ruolo nel facilitare il trasferimento di bambini ucraini verso campi situati nella regione. Nell’elenco sono presenti anche esponenti delle autorità delle aree occupate e responsabili di campi e istituti scolastici. Le misure prevedono il congelamento dei beni e il divieto per cittadini e imprese dell’Unione di mettere a disposizione delle persone e delle entità sanzionate fondi o risorse economiche. Per le persone fisiche è previsto anche il divieto di ingresso o transito nel territorio dell’UE. Gli atti giuridici sono stati pubblicati oggi nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Secondo i dati riportati dal Consiglio, dall’inizio della guerra russa contro l’Ucraina sono oltre 20.500 i bambini ucraini stimati come deportati o trasferiti con la forza verso la Russia o all’interno dei territori temporaneamente occupati. Il Consiglio definisce queste azioni gravi violazioni del diritto internazionale e dei diritti fondamentali dei minori. Le nuove misure si inseriscono nella strategia europea di pressione sulla Russia e arrivano dopo che, nel giugno scorso, il Consiglio europeo aveva ribadito la necessità di aumentare la pressione su Mosca attraverso ulteriori sanzioni. La questione del ritorno dei bambini ucraini è inoltre al centro della Coalizione internazionale per il ritorno dei bambini ucraini, alla quale l’UE partecipa insieme a Ucraina, Canada e altri partner. A maggio la Commissione europea aveva annunciato 50 milioni di euro di ulteriore sostegno per rafforzare la protezione dell’infanzia in Ucraina, sostenere il ricongiungimento familiare e i percorsi di reintegrazione.
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