Ritorno al Nucleare in Italia Via Libera Definitivo del Senato al DDL Delega per Reattori Sostenibili

DiGiuseppe Iuliano

24 Settembre 2026
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Roma (eu24news) – L’Italia volta ufficialmente pagina e riapre le porte all energia atomica, completando un iter parlamentare di profondo rilievo strategico per il futuro industriale ed economico del Paese. Con il voto favorevole dell Aula del Senato, che ha registrato ottantuno preferenze a favore, cinquantuno contrari e sette astenuti, il disegno di legge delega per il ritorno al nucleare sostenibile è diventato a tutti gli effetti legge dello Stato. Una svolta definita storica dal ministro dell Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, il quale ha sottolineato come il provvedimento rappresenti un tassello fondamentale per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti, contenere i costi energetici per famiglie e imprese e rafforzare la competitività industriale nazionale in un contesto geopolitico globale sempre più complesso e interconnesso.
Entrando nel merito del testo normativo, il perimetro d azione delineato dal legislatore si muove in una direzione marcatamente innovativa rispetto al passato, escludendo categoricamente il ritorno alle grandi centrali tradizionali ad alta complessità e impatto. Il fulcro della riforma punta infatti sui reattori modulari di piccola e media taglia, noti come SMR, e sulle tecnologie avanzate di nuova generazione che offrono standard di sicurezza elevati e una maggiore flessibilità di integrazione con le fonti rinnovabili. Questa scelta tecnologica mira a coniugare la decarbonizzazione con la stabilità della rete elettrica, fornendo una risposta concreta alla necessità di energia pulita, programmabile e indipendente dai mercati esteri dei combustibili fossili.
Uno degli aspetti più complessi e dibattuti dell intero dossier riguarda tuttavia la localizzazione degli impianti e delle infrastrutture connesse, inclusi i siti di stoccaggio temporaneo e di smaltimento dei rifiuti radioattivi, che in passato hanno rappresentato un vero e proprio convitato di pietra capace di bloccare qualsiasi iniziativa. Per superare le rigidità e i conflitti territoriali del passato, il nuovo quadro legislativo introduce un meccanismo innovativo basato sulla candidatura volontaria. Invece di subire decisioni imposte dall’alto, i municipi e i consorzi locali avranno la facoltà di proporsi spontaneamente per ospitare i reattori o le opere complementari. Tale approccio è accompagnato da un sistema strutturato di compensazioni economiche dirette, incentivi fiscali e importanti ristori energetici destinati a premiare le comunità accoglienti, trasformando la presenza delle infrastrutture in un volano di sviluppo locale e di crescita socioeconomica anziché in un motivo di scontro istituzionale.
Nonostante l entusiasmo espresso dalle istituzioni per il traguardo raggiunto, il dibattito pubblico e politico resta vivace. Diverse forze politiche e associazioni ambientaliste evidenziano come la strada verso la produzione effettiva di energia nucleare richiederà anni di pianificazione rigorosa, ingenti investimenti in ricerca e sviluppo, nonché una chiara definizione dei costi a lungo termine e della gestione dei residui radioattivi. Il ministero e gli enti tecnici sono ora chiamati a definire i decreti attuativi e i criteri di idoneità territoriale, ponendo le basi per un confronto trasparente con i territori. L Italia si avvia così a scrivere un nuovo capitolo della sua storia energetica, bilanciando la ricerca della sovranità e della sostenibilità con la necessità di un consenso sociale diffuso e condiviso.


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